Madre italiana sfrattata: “Pago l’affitto ma mi tolgono la casa. Fossi straniera avrei casa e lavoro”

UDINE – Riceviamo molte telefonate ed email da parte dei nostri lettori che ci chiedono un aiuto concreto, o semplicemente la possibilità di poter esprimere le loro ragioni a fronte di situazioni difficili.

Oggi ci troviamo nel salotto di una giovanissima ragazza di 27 anni, madre di due splendide bambine di 6 anni e 5 mesi, che ci espone la sua situazione. (Omettiamo i nomi, i volti ed i dati sensibili proprio a tutela delle minori.)

Eccoci qui, ci racconti la sua storia…

“In questa casa ha sempre vissuto mia nonna, che purtroppo è venuta a mancare a giugno. Qui con lei viveva mia sorella minore e da poco prima del parto sono venuta a vivere qui anche io con mia figlia maggiore.
Adesso che la nonna è venuta a mancare ricevo questa raccomandata da parte dell’ATER che mi intima che entro oggi (siamo al 30 novembre u.s., NdR) dovrei lasciare questo appartamento, pur sapendo loro della mia situazione.”

Di che situazione parla?

“Sono disoccupata, madre di due figlie piccole e che quindi non ho altre possibilità per dar loro un tetto sotto al quale poter ripararsi. Eppure pago l’affitto puntualmente e in anticipo ogni trimestre!”

Quindi lei ci sta dicendo che abita in questo appartamento da quando sua nonna era ancora in vita e che paga anche l’affitto?

“Certo, mia sorella vive qui da sei anni, come risulta anche dall’ultimo censimento biennale, ma per l’ATER pare sia un’ospite a “titolo provvisorio”…”

Provvisorio? Cioè fino a quando?

“Non ne ho idea, loro scrivono così, ma non specificano altro.”

E quindi lei sta pagando comunque l’affitto?

“Sì, facendo enormi sacrifici, visto che comunque sono qualche centinaio di euro al mese, riusciamo a pagarlo regolarmente, a trimestri anticipati come da bollettini che riceviamo. Abbiamo pagato il trimestre Luglio/Settembre nel periodo in cui la nonna si era aggravata, e verso metà settembre abbiamo pagato anche il trimestre Ottobre/Dicembre.”

E nonostante questo, cioè pur sapendo del decesso della nonna le continuano a mandare i bollettini e una volta incassato il trimestre le inviano lo sfratto?

“Esattamente, e mi hanno intimato pure di lasciare l’appartamento entro 15 giorni che scadono proprio oggi.”

Ma ha fatto presente la sua situazione e tutto ciò che ne consegue?

“Sì certo, secondo loro (ci mostra la lettera di sfratto ricevuta, della quale pubblichiamo una foto) nonostante sia la parente diretta e nonostante abiti qui da tempo, ancor prima del lutto che ci ha colpite, non ho diritto a stare qui. Io chiedo solo un tetto per le mie figlie, immaginando che restare qui sia la soluzione più logica e  migliore per tutti.”

Ma mi perdoni, l’alternativa altrimenti quale sarebbe, vivere per strada?

“Evidentemente per loro sì, se fossi straniera avrei sicuramente un alloggio assegnato e probabilmente anche un lavoro, invece da italiana mi sento a tutti gli effetti emarginata e dimenticata dalle istituzioni!”

 

Comprendiamo la drammaticità della situazione che ci viene presentata, e, come in altre occasioni, oltre ad apprezzare la grande dignità e l’estremo impegno con il quale queste persone affrontano la difficile quotidianità, ci viene spontaneo domandarci se in effetti non abbia ragione: fosse una ragazza, madre di due figlie, ma con lo status di immigrata o rifugiata, avrebbe un alloggio o le risponderebbero di arrangiarsi?

Massimiliano Basso

Qualcosa su Massimiliano Basso

Direttore Responsabile del Blog.
Nato a Cividale del Friuli. Dopo gli studi in giurisprudenza si è dedicato alla formazione delle risorse umane, come manager per grandi aziende e multinazionali.
Appassionato di arte e pittura, scrive poesie e romanzi.