Negli ultimi anni il dibattito pubblico in Italia si è spesso concentrato sul tema del femminicidio. Tuttavia, gli altri aspetti del problema sono stati quasi completamente ignorati.
Le iniziative politiche, i finanziamenti alle associazioni e l’attenzione dei media sono incentrati sull’idea che le donne siano la categoria principale delle vittime di violenza. Tuttavia, i dati ISTAT più recenti relativi al 2022 mostrano un quadro più complesso, in cui la realtà è notevolmente diversa dalle percezioni diffuse.
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Dinamica generale degli omicidi in Italia
Le statistiche mostrano che in Italia il tasso di omicidi rimane uno dei più bassi in Europa. Nel 2022 sono stati registrati 322 omicidi dolosi, solo leggermente superiori al 2021 (+6,2%), ma significativamente inferiori rispetto agli anni ’90, quando il numero delle vittime superava le mille all’anno.
La distribuzione per sesso mostra un dato importante: gli uomini costituiscono il 60,9% di tutte le vittime (196 casi), mentre le donne il 39,1% (126 casi). Questi dati mostrano chiaramente che la maggior parte delle vittime di reati violenti in Italia sono proprio gli uomini.
Il posto nelle statistiche Femminicidio
La categoria femminicidio nella terminologia ufficiale dell’ISTAT comprende gli omicidi di donne nell’ambito di relazioni di coppia o familiari. Nel 2022 sono stati registrati 106 casi di questo tipo. Si tratta dell’84,1% di tutti gli omicidi di donne.
Di questi
- 61 donne sono state uccise dal partner o dall’ex partner;
- 43 da altri parenti o membri della famiglia.
Questi casi meritano attenzione, ma rappresentano solo una parte del quadro generale dei reati violenti nel Paese.
Il lato invisibile del maschicidio
Nel dibattito pubblico si parla pochissimo di quello che si potrebbe definire maschicidio o femminicidio al maschile. Ovvero l’omicidio di uomini da parte di donne o l’omicidio di uomini in ambito familiare. Eppure, secondo i dati ISTAT:
Nel 2022, 39 uomini sono stati uccisi nell’ambito di relazioni di coppia o familiari.
Di questi, 9 uomini sono morti per mano di donne. Si tratta di casi che rientrano nella definizione di “uomini uccisi da donne” o “donne che uccidono uomini”.
Sebbene questi crimini siano meno numerosi rispetto alla categoria speculare del femminicidio, la loro esistenza dimostra che la violenza non è un fenomeno unilaterale.
Motivi degli omicidi
L’ISTAT indica che nel 2022 i motivi principali degli omicidi sono stati:
- Litigi, rancori, conflitti domestici: 45,3% tra gli uomini e 43,7% tra le donne;
- Motivi economici: circa il 14% dei casi;
- Disturbi mentali dell’autore del reato: 11,2%;
- “Omicidi per compassione” (cessazione delle sofferenze di un malato terminale): quasi esclusivamente tra le donne vittime.
Pertanto, le cause degli omicidi di uomini e donne sono in gran parte coincidenti. L’idea che il femminicidio sia sempre legato alla “cultura patriarcale” o all’“odio di genere” non trova riscontro nelle statistiche.
Contesto internazionale
In termini di omicidi ogni 100.000 abitanti (0,55 nel 2022), l’Italia è seconda solo ad alcuni piccoli Stati europei: Lussemburgo, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovenia e Malta. Questo rende il Paese uno dei più sicuri dell’UE sia per le donne che per gli uomini.
A titolo di confronto, in Spagna, Belgio o Lituania il tasso di omicidi di donne in rapporto alla popolazione è superiore a quello italiano.
L’attenzione esclusiva al femminicidio e il contemporaneo ignorare il maschicidio creano un’immagine distorta della violenza nella società. Ciò ha conseguenze concrete:
- misure legislative orientate esclusivamente alla protezione delle donne,
- mancanza di sostegno e riconoscimento delle vittime maschili,
- stigmatizzazione degli uomini come gruppo.
Le politiche di prevenzione della violenza devono essere neutre dal punto di vista del genere, basate sui principi di uguaglianza davanti alla legge e di protezione di tutte le vittime, indipendentemente dal sesso.
Fonti ufficiali:
https://www.istat.it/it/files/2023/11/Vittime-di-omicidio-2022.pdf

